Le figlie dell'artista Carla e Antonella, insieme a Rita Viarenghi curatrice della personale
Vigevano - La seconda scuderia del Castello di Vigevano ha ospitato fino al 1° febbraio una mostra dedicata a Piero Maccaferri, artista originario di Cilavegna, scomparso nel 1992 ma ancora vivo attraverso la forza dei suoi dipinti.
L’esposizione è nata dalla volontà delle figlie Carla e Antonella, che hanno desiderato rendere omaggio al percorso umano e artistico del padre, riportando alla luce un lavoro intenso e profondamente legato non solo al territorio, ai nudi artistici, alla natura, ma legato anche alla sua fantasia e all'amore per la moglie, che lo contraddistinguono nelle sue pennellate, arricchite anche di ricordi.
Piero Maccaferri, autoritratto, olio su tela. L'artista si rappresenta in una composizione intensa e introspettiva, in cui la materia pittorica e lo sguardo diventano strumenti di indagine dell'identità
In quest'opera del 1952 Maccaferri sceglie la moglie Teresa come soggetto del proprio autoritratto, fondendo vita privata e ricerca artistica
La scuderia ha accolto dipinti e opere che hanno raccontato una ricerca
sincera, fatta di segni e materia, capace di parlare ancora oggi a
pubblici di ogni età. La mostra egregiamente curata da Rita Viarenghi,
artista e allieva di Maccaferri, che con sensibilità e rispetto mi ha
accompagnata in un dialogo intimo con le opere.
Numerose le persone intervenute, attratte dalla qualità del lavoro esposto e dal valore della memoria condivisa.
Molteplici le partecipazioni a mostre regionali e nazionali, fra cui le Biennali d'incisione a Padova, Roma, Ravenna e Taranto
Un percorso espositivo che non è solo celebrazione, ma incontro, ricordo e continuità artistica, nel segno di un Maestro che continua a emozionare.
I Maestri Aldo Carpi e Achille Funi sono stati i suoi maestri di pittura all'Accademia di Brera e Benvenuto Disertori insegnante d'incisione
Le sue opere figurano in numerose collezioni pubbliche e private, alcune conservate nella biblioteca di Alessandria d'Egitto. Di lui hanno scritto i più importanti nomi della critica: Lepore, De Grada, Passoni, Traversi, Signorini, Monteverdi e tanti altri.
Nel 1987 fu invitato alla Triennale di Milano, dove ha presentato la serie delle "Fatiche di Ercole" vera e propria summa del suo operato di incisore
Nel video, l’allieva Rita Viarenghi apre il suo cuore e racconta con grande intensità le emozioni legate al suo Maestro di pittura, Piero Maccaferri. La sua voce è carica di affetto e nostalgia nel ricordare una figura fondamentale del suo percorso artistico e umano. Maccaferri, scomparso nel 1992, non è mai davvero andato via dalla sua memoria.
Un omaggio sincero a una presenza che continua a ispirare attraverso il ricordo.
Rita Viarenghi ci ricorda la ricetta per diventare artisti di grido, scritta dal Maestro Maccaferri, richiesta da alcune amiche!
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Simona
Ravasi, giornalista iscritta all’ordine dei giornalisti, graphic
designer, fotografa, presentatrice e moderatrice di eventi.
Lavora
per il settimanale:“L’Informatore vigevanese”.
Per passione si dedica
alla ricerca di eventi e novità in ambito culturale.
«L’arte di vivere non consiste nel lasciarsi andare negligentemente alla deriva, né aggrapparsi ossessivamente al passato. L’arte di vivere consiste nell'essere sensibili nell’accogliere ogni momento che passa, nel considerare ogni nuovo attimo come del tutto unico e irripetibile, nel mantenere la mente totalmente aperta e ricettiva».
(Shunryu Suzuki)
Esibizione di Taijiquan stile yang
Vigevano - Un trionfo conquistato domenica 1° febbraio al palaElachem dove si è svolto l'evento dal titolo: "Stage di Cuore", attesissimo appuntamento annuale dedicato a tutte le arti marziali in tutte le loro sfumature.
Michele Baglio, da un passato da karateka, insieme a Carla Marchini. Lei insegnante di Karate, ha lasciato un segno profondo con la sua passione e disciplina. Al suo fianco, il maestro Antonio Fabozzi, ne ricorda sempre con affetto il percorso e i preziosi insegnamenti. Un legame fatto di rispetto e valori trasmessi nel tempo.
Oggi Carla e Michele sono istruttori nazionali Coni del Taijiquan stile yang, con la loro scuola:
Protagonisti dell’evento sono stati atleti, maestri e allievi di diverse scuole, che si sono alternati con esibizioni coinvolgenti e di alto livello tecnico.
Particolarmente coinvolgente la partecipazione dei maestri di Tai Chi, Carla Marchini e Michele Baglio, che insieme ai loro atleti hanno offerto dimostrazioni ricche di eleganza e significato.
Le esibizioni hanno messo in luce la bellezza dei movimenti lenti e armoniosi tipici del Tai Chi, sottolineando l’importanza dell’equilibrio tra corpo e mente.
Grande interesse ha suscitato l’uso delle armi tradizionali, come ventagli e spade, maneggiate con precisione e controllo, in coreografie di forte impatto visivo.
Ogni dimostrazione ha raccontato una storia, fatta di tradizione, rispetto e anni di pratica costante.
Che dire - ho seguito con attenzione e partecipazione.
Questo evento che ogni anno si ripete non è stato solo una vetrina sportiva, ma anche un’occasione di incontro e condivisione tra diverse discipline marziali.
Un momento importante per avvicinare non solo i più giovani a queste arti ma per valorizzare il lavoro delle scuole.
L'istruttore nazionale Coni Michele Baglio in un momento di aggiornamento prima delle esibizioni
Il successo della manifestazione al palaElachem conferma quanto le arti marziali continuino a essere un punto di riferimento educativo e culturale.
Nel video di Josè Lattari alcuni frammenti dei movimenti dolci di questa disciplina che affascina sempre di più, arricchiti dagli allievi della scuola Lùjìng Il Percorso Asd che con impegno tutto l'anno, imparano l'arte antica del rilassamento, della salute e della serenità.
La scuola Lùjìng via Gravellona, 66 a Vigevano propone la pratica del Tai Chi Chuan stile Yang tramandato dal Gran M° Fu Zhong Wen, allievo diretto del fondatore dello stile Gran M° Yang Chen Fu. Propone inoltre la pratica del Qi Gong e del Lian Gong.
Per informazioni 348-7154296
Organizzatore dell'evento il maestro e presidente del settore Karate tradizionale Fesik, Michele Scutaro
Il libro "Andar per farfalle" di Dan Comolli arriva nelle librerie scritto anche in Inglese!
Una nuova edizione per volare oltre confini
Un racconto che intreccia divulgazione scientifica e passione, invitando a guardare la natura con occhi nuovi!
Vigevano - A circa un anno di distanza dalla interessante mostra di farfalle svoltasi a Palazzo Merula con la collaborazione del Rotary Club Vigevano-Mortara, l’intera collezione della vigevanese Giampaola Gioncada moglie del defunto Cav. Uff. Renzo
Consiglieri (esponente politico socialista che ricoprì, tra le altre, la
carica di presidente di Asm Vigevano) ha deciso insieme alla figlia Simona di donarla in sua
memoria, rendendola così accessibile ai visitatori e appassionati del museo Mufffa "Casa delle Farfalle e delle Falene" di Bordano in provincia di Udine nel Friuli.
"È passato un anno da quando ho dato vita alla mostra di farfalle a Vigevano, e ogni volta che ripenso a quei giorni sento ancora forte l’emozione che mi ha accompagnata - commenta Simona Consiglieri. L’ho fatto con il cuore colmo di gratitudine e con una passione che nasce da lontano, da quando da bambina osservavo mio papà Renzo, con gli occhi pieni di meraviglia, mentre mi raccontava delle sue amate farfalle. Lui sapeva vedere la bellezza nelle piccole cose, e me l’ha insegnato con amore e pazienza.
Quella mostra è stata il mio modo per onorarlo, per tenerlo ancora vicino a me, trasformando il dolore in colori, leggerezza e memoria. Ogni esemplare esposto parlava di lui, della sua delicatezza, della sua curiosità infinita per la natura.
È stato un atto d’amore, un sogno realizzato con le ali che lui mi ha lasciato nel cuore. E oggi, a distanza di un anno, sento che quel volo continua".
Tipico esempio di crisalide: prima della nascita si presentano così:
da verdi diventano trasparenti e si nota perfettamente la farfalla all'interno. Il capo della farfalla se allargate la foto è disposto in basso e lo potete notare perfettamente insieme alle antenne.
Sono le meravigliose Morpho helenor!
Nel video la nascita di due farfalle morpho.
"Simona Consiglieri si dedica anche all'allevamento - per lei è sempre un'emozione" 🐛
Da notare i meravigliosi ocelli che aiutano la farfalla a proteggersi dagli attacchi dei predatori!
Nel video le due farfalle che succhiano liquidi zuccherini della frutta matura, come in questo caso la fette d'arancia🍊
...e la nascita di una falena meravigliosa da un bozzolo color argento🐛
Il sogno leggero di Simona Consiglieri, fatto di ali e colori, ha preso il volo dopo la mostra incantata di Vigevano.
La
sua collezione di farfalle – fragili, fiere, eterne – non si sono
disperse nel vento, ma hanno trovato un nido speciale tra le pareti del
Mufffa di Bordano.
Un luogo che parla il loro stesso linguaggio: quello della bellezza e della cura.
Lì,
tra voli sospesi e silenzi pieni di vita, la collezione vive, accolta
come un tesoro raro. Ogni esemplare è custodito con amore dal direttore
entomologoFrancesco Barbieri, (nella foto) come se ogni farfalla raccontasse una storia, come se ogni sogno meritasse un museo dove posarsi per sempre.
- Qual
è l'importanza scientifica e storica della collezione di farfalle della
famiglia Consiglieri e quali criteri hanno portato il museo Mufffa a
volerla acquisire?
-
La collezione è costituita da centinaia di esemplari di farfalle
provenienti da tutto il mondo, commenta il direttore del museo - ben
conservati e spesso corredati dai dati di raccolta (come località e
data), indispensabili per una collezione scientifica di un museo.
Particolarmente interessanti sono i numerosi esemplari provenienti dal
Brasile (tra cui le famose e splendide Morpho blu), molto difficili oggi
da reperire in quanto non più permesso dalle leggi brasiliane.
In
una collezione museale è importante conservare reperti anche di una
stessa specie, ma provenienti da località diverse. Ciò rende possibile
la comparazione degli individui e identificarne le differenze
geografiche, osservazioni che possono portare alla descrizione di nuove
specie, sottospecie o forme ancora da scoprire. Avere una rappresentanza
di specie provenienti da un’area vasta come il Brasile non è quindi
cosa facile, e rappresenta una preziosa opportunità per un museo di
storia naturale.
- In
che modo il museo intende valorizzare e rendere accessibile al pubblico
e ai ricercatori questo nuovo patrimonio entomologico?
-
I reperti che ci vengono donati sono destinati a unirsi alla collezione
del museo che, per definizione, è a disposizione della comunità
scientifica. Per fare un esempio, tempo fa ci accorgemmo che un
esemplare di una specie tropicale presentava un’anomalia a una delle
ali. Aberrazioni come quella possono gettare luce sui meccanismi di
sviluppo dell’animale, infatti un ricercatore dell’Università del Canada
ci contattò per chiederci l’esemplare in prestito, in quanto sembra
rivelare dettagli finora sconosciuti che riguardano non solo quella
specie, ma probabilmente tutto il gruppo degli insetti. Gli esemplari
senza dati di raccolta, invece, sono utilizzati per iniziative
didattiche ed educative, come laboratori e mostre.
Nel video conosciamo l'entomologo,
dottor Francesco Barbieri
Museo Entomologico MUFFFA
il Museo delle Farfalle e delle Falene
del Friuli Venezia Giulia
Il Museo Entomologico MUFFFA nasce nel 2020 con l’obiettivo di conservare, catalogare e studiare le collezioni entomologiche, tutelando un patrimonio naturalistico e scientifico di grande valore e di divulgare la conoscenza degli insetti, in particolare farfalle, falene.
Il museo si propone di custodire non solo gli esemplari raccolti nel tempo, ma anche la memoria delle persone che li hanno raccolti, studiati, amati e conservati.
Il nucleo fondante del Museo Entomologico MUFFFA è costituito dall’importante collezione di farfalle tropicali raccolta nel corso di molti anni dal direttore del museo, l’entomologo Francesco Barbieri. Il museo si è progressivamente ampliato grazie alle donazioni di collezionisti privati, appassionati o loro eredi, che hanno scelto di affidare le loro raccolte a noi per custodirle, studiarle e renderle fruibili al pubblico.
Queste donazioni rappresentano un patrimonio non solo per il loro valore scientifico naturalistico, ma anche per quello storico e culturale, testimoniando una passione diffusa e spesso silenziosa per il mondo degli insetti.
Ad oggi, il Museo Entomologico MUFFFA conserva decine di migliaia di esemplari appartenenti principalmente agli ordini dei Lepidotteri (farfalle e falene) e dei Coleotteri, provenienti da tutto il mondo, con una sezione dedicata a quelli del nostro territorio. Tra le raccolte più significative si annoverano:
Il Museo Entomologico MUFFFA ha sede presso la Casa delle Farfalle di Bordano (UD), dove un pubblico di quasi 50.000 visitatori all’anno può visitare le quattro sezioni espositive realizzati con i reperti del museo stesso:
"4 vite, 1000 storie" – un viaggio nel ciclo vitale delle farfalle tropicali e la loro biologia, narrato attraverso gli esemplari più rappresentativi del museo e le loro curiose storie
"Le farfalle del Friuli Venezia Giulia"– una mostra che racconta come le specie presenti nel nostro territorio riescano a vivere anche in condizioni ambientali difficili, come quelle invernali o di alta quota
"Gioielli a sei zampe" – un percorso unico al mondo, in cui esemplari di spettacolare appariscenza, esuberanza e rarità sono esposti per esplorare e narrare uno degli aspetti più controversi della natura: la scienza della bellezza
"MUFFFA: storia naturale di un museo" - una breve rassegna di ciò che rappresenta la “mission” di un museo naturalistico. Vi sono esposti reperti particolarmente importanti, come la specie di insetto che vive solo a Bordano, o alcune aberrazioni uniche, nate nelle nostre serre, che in alcuni casi si sono rivelate indispensabili per comprendere i complessi meccanismi che regolano lo sviluppo biologico
"Lavorando insieme musei, università e studiosi appassionati - precisa il dottor Barbieri - saremo in grado di garantire al nostro e agli altri musei gli strumenti necessari per conseguire il loro scopo: raccogliere, catalogare, conservare e, cosa a cui il MUFFFA dedica particolare attenzione, comprendere la natura e divulgarla" .
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Simona
Ravasi, giornalista iscritta all’ordine dei giornalisti, graphic
designer, fotografa, presentatrice e moderatrice di eventi.
Lavora
per il settimanale:“L’Informatore vigevanese”.
Per passione si dedica
alla ricerca di eventi e novità in ambito culturale.