All'Auditorium San Dionigi una mostra fatta di immagini, incontri e racconti, dove ogni fotografia diventa lo sguardo personale di chi ha scelto di fermare un istante!
📰 Servizio di Simona Ravasi
Vigevano - Ci sono mostre che si visitano e poi si dimenticano, e ce ne sono altre che lasciano qualcosa dentro. La nona edizione di Vigevano Photo Friends, ospitata all’Auditorium San Dionigi di Vigevano, appartiene sicuramente alla seconda categoria. La mostra fotografica si è tenuta dal 19 al 26 luglio e poi, con una seconda apertura, dal 4 al 6 settembre.
Anche questa volta ho avuto la possibilità di incontrare amici e autori che, oltre alle loro fotografie, avevano voglia di raccontare ciò che c’era dietro ogni immagine. Ed è stata proprio questa una delle cose che ho apprezzato di più.
I protagonisti della mostra sono stati gentilissimi con me e mi hanno spiegato, uno ad uno, il frutto dei loro lavori. Non si sono limitati a mostrare una fotografia, ma hanno raccontato l’idea, l’emozione e, in qualche caso, anche la storia che aveva portato a quello scatto.
Ho ammirato le immagini dell’Islanda di Adriano Ghiselli, capaci di trasmettere la forza e quasi il silenzio di quei paesaggi lontani. Non immagini costruite ma “cogli l’attimo” e fotografa senza esitare e così ha fatto!
Poi i boschi di Paolo Canevari, dove la natura sembra diventare protagonista assoluta, e i temporali dietro ad un finestrino di Pasquale Russo, con quell’atmosfera che precede o accompagna l’arrivo della pioggia.
Mi hanno incuriosito anche le campagne lomelline di Angelo Baldi. Paesaggi apparentemente semplici, ma che attraverso l’obiettivo acquistano un carattere diverso, più intimo e particolare.
E ancora le vedute aeree realizzate con il drone da Paolo Gatti, che permettono di guardare il territorio da una prospettiva completamente nuova, immersa di colori che sembrano una tavolozza.
Un altro cambio di atmosfera con le fotografie dell'amico Alberto Reina, che hanno fermato i passi e i movimenti delle sue tanto predilette ballerine. In quelle immagini c’è il corpo, ma soprattutto c’è il movimento, anche quando la fotografia riesce a renderlo immobile. Chi non conosce i suoi straordinari scatti?...
E poi la fantasia del “Bestiario fantastico” di Cristiano Vassalli, con animali immaginari che sembrano usciti da un mondo parallelo. Una parte della mostra che mi ha strappato più di un sorriso e che dimostra come la fotografia possa anche giocare con la fantasia.
La cosa bella di questa esposizione è stata proprio la varietà. Non un unico modo di fotografare, non un solo punto di vista, ma tanti mondi diversi raccolti nello stesso spazio.
Per me è stata una vera boccata d’ossigeno, fatta non soltanto di immagini, ma anche di incontri, racconti e nuove nozioni.
Dopo nove anni, i Vigevano PhotoFriends continuano a mantenere quella capacità di proporre qualcosa di diverso e di incuriosire chi entra a visitare la loro mostra. Ed è forse questo il loro merito più grande: ricordarci che dietro una fotografia non c’è soltanto un’immagine, ma sempre uno sguardo, un’idea e una persona che ha scelto di fermare proprio quel momento.
Sono uscita dall’Auditorium San Dionigi con la sensazione di aver visto qualcosa di nuovo. E, soprattutto, con la voglia di tornare a guardare il mondo un po’ più attentamente.
Simona Ravasi, giornalista iscritta all’ordine dei giornalisti, graphic designer, fotografa, presentatrice e moderatrice di eventi.
Lavora per il settimanale:“L’Informatore vigevanese”.
Per passione si dedica alla ricerca di eventi e novità in ambito culturale.
https://occhi-agli-eventi.blogspot.com
https://www.informatorevigevanese.it/autore/simona-ravasi-80/
https://www.youtube.com/@simonaravasi8400


















Nessun commento:
Posta un commento