25 agosto 2026

Alberobello, la Città dei Trulli: tornarci per la seconda volta e innamorarsene ancora!

Tra vicoli di pietra, trulli e scorci che sembrano usciti da una fiaba...la mia!


📰 Servizio di Simona Ravasi

   

In collaborazione con Domus Arredamenti

 

Alberobello - Ci sono luoghi in Italia che, anche dopo averli già visitati, riescono a regalarti emozioni nuove. Alberobello è sicuramente uno di questi.

Sono tornata nella "Città dei Trulli" per la seconda volta e, ancora una volta, mi sono lasciata conquistare dalla sua atmosfera speciale. Passeggiare tra le sue stradine è come entrare in un piccolo mondo sospeso nel tempo, fatto di pietra chiara, tradizioni e scorci che sembrano usciti da una fiaba.



I trulli sono il simbolo indiscusso di Alberobello: piccole costruzioni in pietra a secco, con i caratteristici tetti conici, che rendono il paesaggio davvero unico. Non a caso, dal 1996 i Trulli di Alberobello fanno parte del Patrimonio Mondiale Unesco.



Quello che mi affascina ogni volta è proprio la sensazione di meraviglia che provo camminando nel Rione Monti, tra centinaia di trulli, botteghe, balconcini fioriti e angoli da fotografare.

E poi c'è il Rione Aia Piccola, più raccolto e silenzioso, dove sembra di poter respirare ancora di più la storia di questo luogo.



Durante questa seconda visita ho avuto anche la conferma che Alberobello non è semplicemente una destinazione da vedere, ma un posto da vivere lentamente, lasciandosi guidare dalla curiosità.

 Tra le vetrine dei negozi, spuntano curiosi trulli in miniatura a forma di cassetta raccogli-monete, con una scritta che li rende ancora più speciali: “La Banca dei Trulli”.
Un piccolo souvenir che unisce fantasia e tradizione, trasformando il simbolo di Alberobello in un originale salvadanaio.
Un modo simpatico per portare a casa non solo qualche moneta, ma anche un pezzetto dell’atmosfera magica.


 

Ogni vicolo nasconde un dettaglio, ogni trullo racconta una storia e ogni scorcio sembra invitarti a fermarti per qualche minuto.


Ma non vive soltanto della sua bellezza architettonica. Durante l'anno la città si anima con eventi, musica, spettacoli, tradizioni popolari e manifestazioni dedicate proprio alla cultura dei trulli.

 

 Curioso il signore che confeziona con cura bigliettini contenenti dolci dediche. Chi e' interessato puo' “pescare” a sorpresa da uno dei contenitori e scoprire la propria dedica.
Un piccolo gesto, semplice e originale, che regala a tutti un momento di curiosità e un sorriso!


 

Il 2026, in particolare, è un anno speciale: Alberobello celebra il trentennale del riconoscimento Unesco, con un calendario di iniziative dedicate alla storia, alla cultura e alla valorizzazione del suo patrimonio.


Ed è proprio questo che lo rende così affascinante: la capacità di unire passato e presente senza perdere la propria identità.

Tornare qui per la seconda volta mi ha fatto capire che non esiste un unico modo per scoprire le novità. La prima volta la si guarda con gli occhi della scoperta; la seconda, invece, la si osserva con maggiore attenzione.


 

Ci si accorge dei piccoli particolari, delle nuove decorazioni sui tetti, delle porte colorate e abbellite di serenità, dei fiori sui balconi e delle persone che ogni giorno fanno vivere questo patrimonio.

Tra i vicoletti ci sono anche tanti piccoli negozietti pieni di charme, con magliettine ricamate e dipinte a mano, ognuna con un tocco unico. 

Non mancano poi borse e piccoli oggetti artigianali, perfetti da portare a casa come ricordo.
Un angolino di Puglia fatto di colori, creatività e tanta cura per i dettagli.

In questo caratteristico negozio ho scoperto degli originalissimi presepi, realizzati interamente a mano con cura e passione. 
Piccole opere d’arte che raccontano la tradizione e la magia del Natale, con ogni dettaglio fatto a mano.
Un angolo davvero speciale, dove creatività e artigianalità si incontrano e prendono vita.


 

E mentre cammino tra i trulli penso che, probabilmente, non sarà nemmeno l'ultima volta che verrò qui.Perché ha quel raro potere di farti venire voglia di tornare.

Un intero negozio è dedicato alla tradizione dei fischietti realizzati rigorosamente a mano.
Un’esposizione sorprendente che raccoglie oltre 9.000 fischietti, tutti diversi e ricchi di storia e creatività.
Nella foto è rappresentato “
L’Attesa”, un fischietto artigianale che si è aggiudicato il Primo Premio.
Un piccolo oggetto d’arte che racconta la passione e l’abilità dei più noti artigiani pugliesi.

 

La mia visita è stata quindi un nuovo incontro con una città che conoscevo già, ma che è riuscita ancora una volta a sorprendermi.


 

Se non l'avete mai visitata, inseritela nella vostra lista dei luoghi da vedere in Italia.



 

E se, come me, ci siete già stati, provate a tornarci: potreste scoprire che la popolazione ha ancora qualcosa di nuovo da raccontarvi. Basta alzare lo sguardo verso i tetti dove i piccoli simboli bianchi sembrano custodire ancora una volta, storie antiche, tra segni legati alla tradizione, alla spiritualità e alla vita quotidiana. Ogni forma ha il suo carattere e il suo simbolo, osservandole una a una, il paesaggio si trasforma in una sorta di racconto silenzioso, tutto da interpretare. È proprio lì, tra pietra, calce e cielo, che i trulli mostrano uno dei loro dettagli più affascinanti...


 

Sono rimasta affascinata dall’inventiva degli artisti, dove, tra i caratteristici trulli, ho scoperto un piccolo negozietto che realizza delle vere e proprie “chiavi dei desideri”. 

Un’idea originale e poetica, capace di trasformare un semplice oggetto in un piccolo simbolo da custodire.

Perché, in fondo, ognuno di noi porta nel cuore un desiderio, un sogno da realizzare, una porta che vorrebbe poter aprire… e chissà, magari prima o poi troverà proprio la chiave giusta per farlo avverare. 

Io l'ho trovata❤




In collaborazione con Domus Arredamenti

 

 

Note: per preservare la vostra privacy nella sezione "commenti" risulterete anonimi ma siete liberi di inserire i vostri nomi. 
 

 

Simona Ravasi, giornalista iscritta all’ordine dei giornalisti, graphic designer, fotografa, presentatrice e moderatrice di eventi.

Lavora per il settimanale:“L’Informatore vigevanese”. 

Per passione si dedica alla ricerca di eventi e novità in ambito culturale.

https://occhi-agli-eventi.blogspot.com

https://www.informatorevigevanese.it/autore/simona-ravasi-80/

https://www.youtube.com/@simonaravasi8400

Email: simona.ravasi66@gmail.com

 

24 agosto 2026

San Marino attraverso i miei occhi: Immagini, emozioni e incontri nel cuore della più antica Repubblica del mondo

Storia, bellezza e tradizione nel racconto di una visita tra le mura del Monte Titano e un incontro curioso con le Guardie di Rocca

📰 Servizio di Simona Ravasi



In collaborazione con Domus Arredamenti

 

 

San Marino - Ci sono luoghi che si visitano e altri che, invece, riescono a lasciare qualcosa dentro.
San Marino, che ho avuto il piacere di visitare in questi giorni, appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Arrivare nel cuore della più antica Repubblica del mondo significa entrare in una realtà sospesa tra storia, bellezza e tradizione. Ogni angolo sembra raccontare una storia, ogni scorcio regala una fotografia e ogni strada invita a fermarsi per qualche istante ad ammirare il panorama. San Marino ha saputo sorprendermi proprio per la sua unicità: un piccolo territorio capace di offrire emozioni enormi. Dalle sue mura alla suggestiva Piazza della Libertà, fino alle torri che dominano il Monte Titano, tutto ha contribuito a creare un'atmosfera davvero speciale.

 

Durante questa visita ho avuto anche un'emozione che conserverò tra i ricordi più belli: l'onore di poter scattare una fotografia insieme alle Guardie di Rocca – Nucleo Uniformato, simbolo della tradizione e dell'identità sammarinese. Un'immagine che, per me, racconta molto più di una semplice fotografia. Racconta l'incontro tra un visitatore e una realtà istituzionale che continua a custodire con orgoglio la propria storia. 


Ho cercato di raccontare San Marino con i miei occhi, lasciando che fossero le immagini, le sensazioni e i dettagli a parlare. Senza bisogno di particolari artifici, ma semplicemente osservando, camminando e lasciandomi conquistare dalla città. Ed è forse proprio questa la sua forza: San Marino non ha bisogno di essere trasformata per apparire speciale. La sua bellezza è già lì, autentica, luminosa e sorprendente.



Il Monte Titano, le antiche mura, le piazze, gli originali negozietti,  le uniformi delle Guardie e i panorami rendono questo luogo una destinazione che merita di essere scoperta almeno una volta.Una visita che consiglio a chi ama la storia, i borghi ricchi di fascino e soprattutto quei luoghi capaci di regalare emozioni inattese. 

  

San Marino mi ha lasciato immagini, ricordi e la sensazione di aver incontrato un posto davvero unico. 



E forse è proprio questo il significato più bello di un viaggio: tornare a casa con qualcosa che prima non avevamo. "Occhi agli eventi", dunque, ma anche occhi puntati sulla bellezza.  

 


Perché a San Marino basta davvero poco per accorgersi che ogni angolo può diventare un ricordo da portare con sé.


  

In collaborazione con Domus Arredamenti

 


 

Note: per preservare la vostra privacy nella sezione "commenti" risulterete anonimi ma siete liberi di inserire i vostri nomi. 
 

 

Simona Ravasi, giornalista iscritta all’ordine dei giornalisti, graphic designer, fotografa, presentatrice e moderatrice di eventi.

Lavora per il settimanale:“L’Informatore vigevanese”. 

Per passione si dedica alla ricerca di eventi e novità in ambito culturale.

https://occhi-agli-eventi.blogspot.com

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"Il Volo" apre l'estate del Castello di Vigevano con uno spettacolo da ricordare

Tra un concerto applauditissimo, migliaia di persone e l'incontro con tre artisti autentici che hanno confermato il loro valore anche fuori dal palco

Organizzato da Audere  con il patrocinio del Comune di Vigevano

 

💻 Servizio a cura di Simona Ravasi 


Vigevano - Ci sono serate che lasciano il segno non solo per lo spettacolo, ma anche per gli incontri. Ho avuto il piacere di conoscere i ragazzi de Il Volo e la sensazione è stata quella di trovarmi di fronte a tre artisti autentici, disponibili e genuini, capaci di trasmettere la stessa semplicità che poi portano sul palco. 

 


Un'esperienza che ha reso ancora più speciale l'apertura della rassegna estiva al Castello di Vigevano.

 
Sul mio blog preferisco raccontare le emozioni e il valore degli eventi piuttosto che alimentare polemiche. In questi giorni ho letto commenti di chi ha concentrato l'attenzione soprattutto sulla disposizione dei posti a sedere, finendo quasi per mettere in secondo piano lo spettacolo. Personalmente ho scelto di vivere la serata in modo diverso: godendomi la musica, l'atmosfera e la qualità di un concerto che ha regalato emozioni a migliaia di persone.


L'estate del Castello di Vigevano è partita nel migliore dei modi con una serata che ha richiamato un pubblico delle grandi occasioni. Il primo appuntamento della rassegna di eventi promossa dal Comune di Vigevano, con l'organizzazione delle agenzie Youservizi e Audere, ha visto protagonisti "Il Volo", accolti da tantissimi spettatori arrivati da diverse località per assistere al concerto.


Già nel tardo pomeriggio l'afflusso verso il castello è stato costante, con lunghe file agli accessi e un'atmosfera di grande attesa che ha accompagnato l'ingresso del pubblico nella storica location. L'entusiasmo dei fan ha confermato ancora una volta la popolarità del trio, protagonista di uno degli eventi più attesi del cartellone estivo.
Sul palco, i tenori: Piero Barone, Ignazio Boschetto e il baritono Gianluca Ginoble, accompagnati dalla loro orchestra, hanno dato vita a un'esibizione coinvolgente, proponendo un repertorio capace di unire la tradizione della musica italiana a celebri brani internazionali. 

Tra momenti di grande intensità, sorrisi e il consueto rapporto spontaneo con il pubblico, gli artisti hanno conquistato la platea, che ha risposto con applausi calorosi e cori sulle canzoni più amate.
A impreziosire ulteriormente la serata è stata l'atmosfera unica del Castello di Vigevano, valorizzato da un'illuminazione scenografica e da un allestimento curato nei dettagli. La combinazione tra la bellezza della location e la qualità dello spettacolo ha regalato un'esperienza suggestiva, dando ufficialmente il via a una stagione che promette altri appuntamenti di rilievo tra musica dal vivo, spettacoli e intrattenimento.

 

In collaborazione con Domus Arredamenti

 

 

Note: per preservare la vostra privacy nella sezione "commenti" risulterete anonimi ma siete liberi di inserire i vostri nomi. 
 

 

Simona Ravasi, giornalista iscritta all’ordine dei giornalisti, graphic designer, fotografa, presentatrice e moderatrice di eventi.

Lavora per il settimanale:“L’Informatore vigevanese”. 

Per passione si dedica alla ricerca di eventi e novità in ambito culturale.

https://occhi-agli-eventi.blogspot.com

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Email: simona.ravasi66@gmail.com

 

20 agosto 2026

Dieta mediterranea: il gusto della salute, ogni giorno

Dieta mediterranea: il gusto della salute, ogni giorno 

📰 Servizio di Simona Ravasi

 

Servizio in collaborazione con Domus

 

Mangiare bene per stare bene, senza rinunciare al gusto, alla convivialità e ai piaceri della tavola: è questa la forza della dieta mediterranea...

Non è solo una moda passeggera estiva, ma uno stile alimentare costruito nel tempo intorno a ingredienti semplici, stagionali e genuini...e va assaporata tutto l'anno. Verdura, frutta, legumi, cereali, olio extravergine d'oliva, pesce e frutta secca diventano protagonisti di una questa cucina colorata e varia, capace di nutrire il corpo e regalare piacere... ed io ne sono affascinata!

Il mare che fa bene

Anche il pesce rappresenta una preziosa componente della tradizione mediterranea.

Le cozze a treccia tarantine, belle da vedere e ricche di sapore, raccontano una cucina legata al mare e al territorio. Altro che influencer: loro sono fashion da sempre! 

 

Il pesce spada, invece, con il suo gusto deciso e la sua versatilità, può essere preparato alla griglia o al forno e accompagnato da pomodorini, olive, limone, erbe aromatiche e un filo di olio extravergine d'oliva - così mi hanno raccontato i veri chef.




Sono proprio questi abbinamenti semplici a ricordarci che prendersi cura di sé a tavola non significa mangiare in modo triste o rinunciare al gusto.


Un piatto legato al sole

Nella cucina pugliese il mare non è soltanto un elemento del paesaggio, ma una parte importante dell'identità gastronomica. 
 


Le ricette tradizionali cercano spesso di valorizzare la materia prima senza coprirne il sapore.
L'insalata di mare segue proprio questa filosofia: pochi ingredienti, cotture relativamente semplici e un condimento che esalta il gusto naturale del pesce. 




Il risultato è un piatto che può essere servito come antipasto, secondo piatto o preparazione estiva.

La frutta: dolcezza naturale 

Nella dieta mediterranea anche la frutta ha un ruolo importante.

Il fico, dolce e naturalmente ricco di fibre, è uno dei simboli dell'estate mediterranea.

 
Gustato al naturale rappresenta un modo semplice per concedersi una dolcezza che arriva direttamente dalla natura.



E poi ci sono i fichi d'India, colorati e curiosi, che apportano fibre, vitamine e composti antiossidanti.

Possiamo gustarli semplicemente al naturale oppure abbinarli a limone, menta fresca e una spolverata di cannella per creare un accostamento fresco e profumato. 



Il segreto è la varietà 

La vera forza della dieta mediterranea sta nell'equilibrio. Non esiste un singolo alimento capace di garantire da solo salute e benessere: è l'insieme delle scelte quotidiane a fare la differenza. Alternare gli alimenti, privilegiare prodotti vegetali e stagionali, consumare pesce, utilizzare l'olio extravergine d'oliva come principale fonte di grassi e limitare gli alimenti molto elaborati sono alcune delle caratteristiche di questo modello alimentare.

Anche piatti come i cicci ripieni con tonno, cipolle e pomodorini datterini possono diventare un'occasione per portare in tavola ingredienti semplici e saporiti. 


Per rimanere in salute, partiamo dalla tavola...ma non solo per le vacanze ma tutto l'anno!

Prendersi cura della propria salute significa anche imparare ad ascoltare il proprio corpo e costruire, giorno dopo giorno, abitudini alimentari equilibrate. La dieta mediterranea ci insegna che salute e piacere possono stare insieme.

Perché la vera bellezza della dieta mediterranea è tutta qui: non promette miracoli, ma ci insegna a mangiare con equilibrio, varietà e consapevolezza. 




Gli spaghetti ai frutti di mare sono un piatto tipico. Si preparano con spaghetti, cozze, vongole, gamberi e pomodoro. L’olio extravergine d’oliva, ingrediente fondamentale, fornisce grassi sani.


Questo piatto rappresenta bene la dieta mediterranea perché unisce pasta, pesce, verdure e olio d’oliva...come anche un buon piatto di spaghetti all'astice...


Le bombette pugliesi sono invece un piatto tipico della cucina del Salento, soprattutto della zona di Valle d’Itria.



Sono piccoli involtini di carne di maiale ripieni di formaggio e spesso aromatizzati con erbe. 
Anche a Gallipoli sono conosciute e apprezzate come specialità della cucina locale. Vengono cotte alla griglia o alla brace, ottenendo un sapore gustoso e croccante. 



Anche se sono un piatto ricco, rappresentano la tradizione e la convivialità della cucina pugliese.


Lo sguazzetto di polpo pugliese è un piatto tradizionale e gustoso della cucina della Puglia. Si prepara con polpo, pomodorini, olio extravergine d’oliva e aromi mediterranei.

Viene accompagnato anche dai paccheri, che raccolgono bene il saporito sughetto. Il piatto unisce i prodotti del mare con quelli della terra, tipici della dieta mediterranea. È una ricetta semplice e genuina, che rappresenta i sapori e le tradizioni della cucina pugliese.


Gli spaghettoni  al baccalà sono un piatto che racconta il gusto autentico della cucina del Sud: pochi ingredienti, scelti con cura, e tutto il sapore della tradizione. 
Lo spaghettone, ruvido e consistente, accoglie il condimento e si lega alla morbidezza del baccalà, creando un equilibrio semplice ma intenso. Il pesce, saporito e delicato allo stesso tempo, incontra i profumi mediterranei dell’olio extravergine d’oliva, dell’aglio e delle erbe aromatiche, per un risultato ricco di carattere.

È una preparazione che profuma di Puglia, di Salento, di mare e di convivialità. Un primo piatto genuino, capace di trasformare ingredienti della tradizione in un’esperienza dal gusto deciso e avvolgente. Gli spaghettoni al baccalà: la semplicità che diventa eccellenza nel piatto.


Il fritto misto di mare non è certo il piatto simbolo della dieta mediterranea. La cucina pugliese affonda le sue radici soprattutto nella semplicità, nelle verdure, nei legumi, nell’olio extravergine d’oliva, nel pesce fresco e in una cucina capace di esaltare gli ingredienti senza appesantirli. 
Eppure, anche un piatto come il fritto misto può raccontare qualcosa di questa terra. Perché a fare la differenza non è soltanto la frittura, ma la qualità di ciò che finisce nel piatto. Pesce e molluschi freschissimi, una panatura o una infarinatura leggera, olio di qualità e, soprattutto, ingredienti genuini.



Il tocco  può cominciare proprio dalla materia prima: il pescato del mare, le farine locali, le verdure e gli ortaggi di stagione, fino all'immancabile olio extravergine di oliva pugliese, elemento fondamentale della  cultura gastronomica. Un buon fritto deve essere croccante fuori e morbido dentro, asciutto, leggero al palato e soprattutto capace di lasciare riconoscibile il sapore del mare. Non deve coprire la materia prima, ma esaltarla. 



E poi ci sono gli abbinamenti: verdure pugliesi, limone, erbe aromatiche, origano, e prodotti della campagna possono trasformare una semplice frittura in un piatto che parla di territorio.


Non sarà il simbolo della dieta mediterranea pugliese, e forse proprio per questo va gustato con equilibrio. 


Ma quando il pesce è fresco, gli ingredienti sono autentici e la tecnica è quella giusta, anche il fritto può diventare un'espressione della cucina. 
Perché la Puglia insegna una cosa semplice: non conta soltanto come cucini, conta soprattutto la qualità di ciò che scegli.



E nel fritto misto di mare, quando il mare incontra la terra pugliese, anche una preparazione apparentemente semplice può diventare un piccolo viaggio nel gusto...

Il piccolo scrigno di Puglia: la storia e l'anima dei panzerottini.

C’è un profumo capace di raccontare il Salento meglio di molte fotografie: quello dell’impasto che incontra l’olio bollente, mentre in cucina qualcuno prepara il ripieno con gesti semplici e tramandati nel tempo. È il profumo dei panzerottini, piccoli scrigni dorati che custodiscono al loro interno il sapore della tradizione.



In Puglia, il panzerotto non è soltanto qualcosa da mangiare. È un rito, un momento di condivisione, una preparazione che spesso riporta alla memoria le cucine delle nonne, le tavolate di famiglia e le serate trascorse insieme. La sua forma semplice nasconde una storia fatta di ingredienti poveri, fantasia e capacità di trasformare ciò che si aveva a disposizione in qualcosa di speciale.

Farina, acqua, lievito, pomodoro e mozzarella: pochi elementi, apparentemente ordinari, che nelle mani di chi conosce la tradizione diventano una piccola meraviglia. L’impasto viene steso, farcito e poi ripiegato su se stesso, fino a formare quella caratteristica mezzaluna. Il bordo viene chiuso con cura, quasi a proteggere il ripieno, e infine tutto viene immerso nell’olio caldo.

È proprio durante la frittura che avviene la magia. La superficie diventa croccante e dorata, mentre all’interno il pomodoro caldo incontra la mozzarella, creando quel contrasto di consistenze e profumi che rende il panzerottino immediatamente riconoscibile.

Ma la vera storia dei panzerottini non si trova soltanto nelle ricette. Si trova nelle persone.

Si racconta nelle mani delle nonne che preparavano grandi quantità di impasto per tutta la famiglia. 

Nelle cucine dove la farina ricopriva il piano di lavoro e i panzerotti venivano disposti uno accanto all’altro, pronti per essere fritti. 

Nelle feste di paese e nelle ricorrenze familiari, quando il cibo diventava un modo per stare insieme.



Servizio in collaborazione con Domus







Note: per preservare la vostra privacy nella sezione "commenti" risulterete anonimi ma siete liberi di inserire i vostri nomi. 



Simona Ravasi, giornalista iscritta all’ordine dei giornalisti, graphic designer, fotografa, presentatrice e moderatrice di eventi.

Lavora per il settimanale:“L’Informatore vigevanese”. Per passione si dedica alla ricerca di eventi e novità in ambito culturale.

https://occhi-agli-eventi.blogspot.com

https://www.informatorevigevanese.it/autore/simona-ravasi-80/https://www.youtube.com/@simonaravasi8400

Email: simona.ravasi66@gmail.com







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