Nella storica Sala dell’Imperatore del castello mediceo, l’arte e la memoria si intrecciano nella recente mostra dedicata alla pittrice scomparsa, ma ancora capace di parlare al presente attraverso le sue opere
💻 Servizio a cura di Simona Ravasi
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| La mostra ha rappresentato la prima personale dedicata a Idelbene Lisimberti a seguito della sua scomparsa nel 2023. Un’occasione significativa per riscoprire e rileggere con uno sguardo unitario il percorso di una pittrice che, con determinazione e fermezza, seppe affermarsi nel panorama artistico milanese e internazionale |
Melegnano - L’arte e la memoria si intrecciano nella recente mostra dedicata a Idelbene Lisimberti, pittrice scomparsa ma ancora capace di parlare al presente attraverso le sue opere. Nata a Trento nel 1927, Lisimberti ha attraversato il Novecento artistico con uno stile personale, fatto di sensibilità cromatica e profondità espressiva, rimanendo tuttavia a lungo ai margini della grande narrazione ufficiale dell’arte italiana.
Proprio con l’intento di restituirle il giusto riconoscimento, dal 4 al 6 aprile 2026 si è tenuta la mostra dal titolo L’arte riscoperta, un evento che ha saputo riportare l’attenzione su una figura tanto discreta quanto significativa. L’esposizione è stata ospitata nello suggestivo scenario del Castello di Melegnano, precisamente nella storica Sala dell’Imperatore del castello mediceo, situato in Piazza Vittoria.
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| Nata a Trento nel 1927, dopo il diploma si trasferisce a Milano, dove si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Brera, studiando decorazione con Gianfilippo Usellini e pittura con Aldo Carpi, figura decisiva nella sua formazione |
Curata da Leonardo Savini, la mostra ha proposto un percorso intimo e coinvolgente tra le opere dell’artista, mettendo in luce le diverse fasi della sua produzione. Dai primi lavori, ancora legati a influenze figurative, fino alle espressioni più mature e libere, sono stata accompagnata in un viaggio che racconta non solo l’evoluzione artistica, ma anche la dimensione umana di Lisimberti.
Questo spazio ha offerto la possibilità di immergersi nel mondo dell’artista, riportandoci indietro nel tempo; tele non finite, pennelli, tubetti di colore, riviste e giornali d’epoca hanno ricomposto l’atmosfera del suo ambiente creativo, proiettandoci nella dimensione intima e familiare del fare pittorico
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Il colore diventa
elemento costruttivo dello spazio e si addensa sulla superficie in
spesse campiture, in cui la pasta pittorica assume un ruolo strutturale
nella costruzione dell’immagine
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Il titolo stesso, "L’arte riscoperta", sottolinea la volontà di recuperare una voce rimasta in ombra, offrendo a noi come pubblico contemporaneo l’occasione di confrontarci con una pittura autentica e priva di compromessi. Le opere esposte hanno rivelato una forte attenzione alla luce, a paesaggi interiori e a una ricerca costante di equilibrio tra forma e sentimento.
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| Ne emerge una tensione continua tra osservazione del mondo e rielaborazione poetica della realtà , che restituisce un percorso pittorico coerente ma in costante evoluzione, dove colore e materia diventano strumenti privilegiati per interrogare il mondo |
L’iniziativa ha riscosso interesse e partecipazione, confermando quanto sia importante continuare a valorizzare artisti meno noti ma fondamentali per comprendere la ricchezza del panorama culturale italiano. In un’epoca in cui l’arte rischia spesso di essere consumata rapidamente, eventi come questo invitano invece a rallentare e a osservare con maggiore profondità .
La mostra dedicata a Idelbene Lisimberti non è stata soltanto un omaggio, ma un vero e proprio atto di restituzione culturale.
Un’occasione per riconoscere il valore di una donna artista che, con discrezione e coerenza, ha lasciato un segno che merita di essere riscoperto e tramandato.
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