20 agosto 2026

Dieta mediterranea: il gusto della salute, ogni giorno

Dieta mediterranea: il gusto della salute, ogni giorno 

📰 Servizio di Simona Ravasi

 

Servizio in collaborazione con Domus

 

Mangiare bene per stare bene, senza rinunciare al gusto, alla convivialità e ai piaceri della tavola: è questa la forza della dieta mediterranea...

Non è solo una moda passeggera estiva, ma uno stile alimentare costruito nel tempo intorno a ingredienti semplici, stagionali e genuini...e va assaporata tutto l'anno. Verdura, frutta, legumi, cereali, olio extravergine d'oliva, pesce e frutta secca diventano protagonisti di una questa cucina colorata e varia, capace di nutrire il corpo e regalare piacere... ed io ne sono affascinata!

Il mare che fa bene

Anche il pesce rappresenta una preziosa componente della tradizione mediterranea.

Le cozze a treccia tarantine, belle da vedere e ricche di sapore, raccontano una cucina legata al mare e al territorio. Altro che influencer: loro sono fashion da sempre! 

 

Il pesce spada, invece, con il suo gusto deciso e la sua versatilità, può essere preparato alla griglia o al forno e accompagnato da pomodorini, olive, limone, erbe aromatiche e un filo di olio extravergine d'oliva - così mi hanno raccontato i veri chef.




Sono proprio questi abbinamenti semplici a ricordarci che prendersi cura di sé a tavola non significa mangiare in modo triste o rinunciare al gusto.


Un piatto legato al sole

Nella cucina pugliese il mare non è soltanto un elemento del paesaggio, ma una parte importante dell'identità gastronomica. 
 


Le ricette tradizionali cercano spesso di valorizzare la materia prima senza coprirne il sapore.
L'insalata di mare segue proprio questa filosofia: pochi ingredienti, cotture relativamente semplici e un condimento che esalta il gusto naturale del pesce. 




Il risultato è un piatto che può essere servito come antipasto, secondo piatto o preparazione estiva.

La frutta: dolcezza naturale 

Nella dieta mediterranea anche la frutta ha un ruolo importante.

Il fico, dolce e naturalmente ricco di fibre, è uno dei simboli dell'estate mediterranea.

 
Gustato al naturale rappresenta un modo semplice per concedersi una dolcezza che arriva direttamente dalla natura.



E poi ci sono i fichi d'India, colorati e curiosi, che apportano fibre, vitamine e composti antiossidanti.

Possiamo gustarli semplicemente al naturale oppure abbinarli a limone, menta fresca e una spolverata di cannella per creare un accostamento fresco e profumato. 



Il segreto è la varietà 

La vera forza della dieta mediterranea sta nell'equilibrio. Non esiste un singolo alimento capace di garantire da solo salute e benessere: è l'insieme delle scelte quotidiane a fare la differenza. Alternare gli alimenti, privilegiare prodotti vegetali e stagionali, consumare pesce, utilizzare l'olio extravergine d'oliva come principale fonte di grassi e limitare gli alimenti molto elaborati sono alcune delle caratteristiche di questo modello alimentare.

Anche piatti come i cicci ripieni con tonno, cipolle e pomodorini datterini possono diventare un'occasione per portare in tavola ingredienti semplici e saporiti. 


Per rimanere in salute, partiamo dalla tavola...ma non solo per le vacanze ma tutto l'anno!

Prendersi cura della propria salute significa anche imparare ad ascoltare il proprio corpo e costruire, giorno dopo giorno, abitudini alimentari equilibrate. La dieta mediterranea ci insegna che salute e piacere possono stare insieme.

Perché la vera bellezza della dieta mediterranea è tutta qui: non promette miracoli, ma ci insegna a mangiare con equilibrio, varietà e consapevolezza. 




Gli spaghetti ai frutti di mare sono un piatto tipico. Si preparano con spaghetti, cozze, vongole, gamberi e pomodoro. L’olio extravergine d’oliva, ingrediente fondamentale, fornisce grassi sani.


Questo piatto rappresenta bene la dieta mediterranea perché unisce pasta, pesce, verdure e olio d’oliva...come anche un buon piatto di spaghetti all'astice...


Le bombette pugliesi sono invece un piatto tipico della cucina del Salento, soprattutto della zona di Valle d’Itria.



Sono piccoli involtini di carne di maiale ripieni di formaggio e spesso aromatizzati con erbe. 
Anche a Gallipoli sono conosciute e apprezzate come specialità della cucina locale. Vengono cotte alla griglia o alla brace, ottenendo un sapore gustoso e croccante. 



Anche se sono un piatto ricco, rappresentano la tradizione e la convivialità della cucina pugliese.


Lo sguazzetto di polpo pugliese è un piatto tradizionale e gustoso della cucina della Puglia. Si prepara con polpo, pomodorini, olio extravergine d’oliva e aromi mediterranei.

Viene accompagnato anche dai paccheri, che raccolgono bene il saporito sughetto. Il piatto unisce i prodotti del mare con quelli della terra, tipici della dieta mediterranea. È una ricetta semplice e genuina, che rappresenta i sapori e le tradizioni della cucina pugliese.


Gli spaghettoni  al baccalà sono un piatto che racconta il gusto autentico della cucina del Sud: pochi ingredienti, scelti con cura, e tutto il sapore della tradizione. 
Lo spaghettone, ruvido e consistente, accoglie il condimento e si lega alla morbidezza del baccalà, creando un equilibrio semplice ma intenso. Il pesce, saporito e delicato allo stesso tempo, incontra i profumi mediterranei dell’olio extravergine d’oliva, dell’aglio e delle erbe aromatiche, per un risultato ricco di carattere.

È una preparazione che profuma di Puglia, di Salento, di mare e di convivialità. Un primo piatto genuino, capace di trasformare ingredienti della tradizione in un’esperienza dal gusto deciso e avvolgente. Gli spaghettoni al baccalà: la semplicità che diventa eccellenza nel piatto.


Il fritto misto di mare non è certo il piatto simbolo della dieta mediterranea. La cucina pugliese affonda le sue radici soprattutto nella semplicità, nelle verdure, nei legumi, nell’olio extravergine d’oliva, nel pesce fresco e in una cucina capace di esaltare gli ingredienti senza appesantirli. 
Eppure, anche un piatto come il fritto misto può raccontare qualcosa di questa terra. Perché a fare la differenza non è soltanto la frittura, ma la qualità di ciò che finisce nel piatto. Pesce e molluschi freschissimi, una panatura o una infarinatura leggera, olio di qualità e, soprattutto, ingredienti genuini.



Il tocco  può cominciare proprio dalla materia prima: il pescato del mare, le farine locali, le verdure e gli ortaggi di stagione, fino all'immancabile olio extravergine di oliva pugliese, elemento fondamentale della  cultura gastronomica. Un buon fritto deve essere croccante fuori e morbido dentro, asciutto, leggero al palato e soprattutto capace di lasciare riconoscibile il sapore del mare. Non deve coprire la materia prima, ma esaltarla. 



E poi ci sono gli abbinamenti: verdure pugliesi, limone, erbe aromatiche, origano, e prodotti della campagna possono trasformare una semplice frittura in un piatto che parla di territorio.


Non sarà il simbolo della dieta mediterranea pugliese, e forse proprio per questo va gustato con equilibrio. 


Ma quando il pesce è fresco, gli ingredienti sono autentici e la tecnica è quella giusta, anche il fritto può diventare un'espressione della cucina. 
Perché la Puglia insegna una cosa semplice: non conta soltanto come cucini, conta soprattutto la qualità di ciò che scegli.



E nel fritto misto di mare, quando il mare incontra la terra pugliese, anche una preparazione apparentemente semplice può diventare un piccolo viaggio nel gusto...

Il piccolo scrigno di Puglia: la storia e l'anima dei panzerottini.

C’è un profumo capace di raccontare il Salento meglio di molte fotografie: quello dell’impasto che incontra l’olio bollente, mentre in cucina qualcuno prepara il ripieno con gesti semplici e tramandati nel tempo. È il profumo dei panzerottini, piccoli scrigni dorati che custodiscono al loro interno il sapore della tradizione.



In Puglia, il panzerotto non è soltanto qualcosa da mangiare. È un rito, un momento di condivisione, una preparazione che spesso riporta alla memoria le cucine delle nonne, le tavolate di famiglia e le serate trascorse insieme. La sua forma semplice nasconde una storia fatta di ingredienti poveri, fantasia e capacità di trasformare ciò che si aveva a disposizione in qualcosa di speciale.

Farina, acqua, lievito, pomodoro e mozzarella: pochi elementi, apparentemente ordinari, che nelle mani di chi conosce la tradizione diventano una piccola meraviglia. L’impasto viene steso, farcito e poi ripiegato su se stesso, fino a formare quella caratteristica mezzaluna. Il bordo viene chiuso con cura, quasi a proteggere il ripieno, e infine tutto viene immerso nell’olio caldo.

È proprio durante la frittura che avviene la magia. La superficie diventa croccante e dorata, mentre all’interno il pomodoro caldo incontra la mozzarella, creando quel contrasto di consistenze e profumi che rende il panzerottino immediatamente riconoscibile.

Ma la vera storia dei panzerottini non si trova soltanto nelle ricette. Si trova nelle persone.

Si racconta nelle mani delle nonne che preparavano grandi quantità di impasto per tutta la famiglia. 

Nelle cucine dove la farina ricopriva il piano di lavoro e i panzerotti venivano disposti uno accanto all’altro, pronti per essere fritti. 

Nelle feste di paese e nelle ricorrenze familiari, quando il cibo diventava un modo per stare insieme.



Servizio in collaborazione con Domus







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Simona Ravasi, giornalista iscritta all’ordine dei giornalisti, graphic designer, fotografa, presentatrice e moderatrice di eventi.

Lavora per il settimanale:“L’Informatore vigevanese”. Per passione si dedica alla ricerca di eventi e novità in ambito culturale.

https://occhi-agli-eventi.blogspot.com

https://www.informatorevigevanese.it/autore/simona-ravasi-80/https://www.youtube.com/@simonaravasi8400

Email: simona.ravasi66@gmail.com







16 agosto 2026

"Perla Nera": dove il mare si veste da pirata e la spiaggia di San Pietro in Bevagna diventa un’avventura

Tra barche, botti di legno, casse del tesoro e pesci colorati, un locale sulla spiaggia dove il tramonto racconta una storia...

📰 Servizio a cura di Simona Ravasi


Puglia-  A San Pietro in Bevagna, in provincia di Taranto, c’è un angolo di mare che sembra uscito direttamente da una favola.

Si chiama Perla Nera, e già il nome promette avventura, sale sulla pelle e tramonti da ricordare.

Qui non si viene soltanto per mangiare e bere: si viene per entrare in un piccolo mondo marinaro.

Appena ci si avvicina, l’atmosfera cattura lo sguardo e invita a rallentare proprio come ho fatto io. Ed eccomi qui..

Pirati, barche, pesci e coloratissimi pappagalli trasformano il locale in un vero porto dei sogni.

Sembra quasi che da un momento all’altro possa comparire un capitano con una mappa del tesoro in mano.

Ma il tesoro, alla Perla Nera, è soprattutto il mare che si apre davanti ai nostri occhi.



La spiaggia di San Pietro in Bevagna fa da scenografia naturale a questo originale ritrovo sul litorale tarantino.

Il rumore delle onde accompagna le chiacchiere, i brindisi e il profumo delle specialità da gustare.

È il posto ideale per concedersi una pausa dalla fretta e lasciarsi trasportare dall’atmosfera.



A pranzo o al calar del sole, ogni momento sembra avere un sapore diverso.



Ci si siede, si ordina qualcosa da mangiare, si alza il bicchiere e il tempo prende un’altra velocità. Un caffe' leccese e via...


La Perla Nera riesce così a mescolare la semplicità di una giornata al mare con un pizzico di fantasia.

Perché qui anche un aperitivo può diventare l’inizio di una piccola avventura.

E mentre il sole scende lentamente verso l’orizzonte, barche e decorazioni sembrano prendere vita.



I pesci fanno da sentinelle, i pappagalli aggiungono un tocco giocoso e i pirati tengono vivo lo spirito d’esplorazione. Ambiente pensato per incuriosire, sorprendere e, soprattutto, per far sentire l’ospite dentro una storia. 


Una bella storia fatta di sapori estivi, convivialità e quella voglia irresistibile di stare insieme.



Qui si mangia, si beve e si guarda il mare: tre ingredienti semplici, ma difficili da battere.


Il risultato è un’esperienza che coinvolge gli occhi prima ancora del palato.


A rendere ancora più speciale l’atmosfera è l’allestimento artistico, ideato e realizzato dall’artista Aldo Meo Art.




Servizio in collaborazione con Domus



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Simona Ravasi, giornalista iscritta all’ordine dei giornalisti, graphic designer, fotografa, presentatrice e moderatrice di eventi.

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11 agosto 2026

Palio di Oria 2026: la città torna a vivere nel Medioevo, storia, tradizione e spettacolo

Tra cortei storici, sfide tra rioni, colori e tradizioni, Oria si è colorata a festa!


💻 Servizio a cura di Simona Ravasi 

                     Servizio in collaborazione con Domus

 


Oria- Il Palio di Oria, in provincia di Brindisi ha regalato ancora una volta emozioni e spettacolo nel cuore della Puglia.

La storica manifestazione rappresenta uno degli appuntamenti più attesi dell’estate oritana. Per alcuni giorni fino al 10 agosto la città è tornata a vivere l’atmosfera del Medioevo, tra colori, cortei e rievocazioni storiche.


Il Palio affonda le sue radici nella tradizione e ha richiamato numerosi visitatori. Protagonisti sono stati i quattro rioni della città, che si sono sfidati con entusiasmo e spirito di competizione.

Manifestazione che ha unito storia, cultura e divertimento.


Uno dei momenti più suggestivi è stato il grande corteo storico. Costumi d’epoca, cavalieri, dame, figuranti e musicisti hanno attraversato le vie della città. Le strade di Oria si sono trasformate così in uno scenario che ha riportato tutti indietro nel tempo.


Grande attesa anche per le gare del Palio, che hanno rappresentato il momento più competitivo della manifestazione.



I partecipanti si sono preparati con impegno per difendere i colori del proprio rione ed e' stato emozionante vederli all'opera.L’entusiasmo del pubblico ha reso l’atmosfera ancora più coinvolgente.

Il Palio non è però soltanto una competizione. È stata soprattutto un’occasione per valorizzare la storia e le tradizioni di Oria. La manifestazione ha contribuito inoltre a far conoscere la città e il suo importante patrimonio culturale.

Durante le giornate del Palio non sono mancati eventi, spettacoli e iniziative dedicate a grandi e piccoli. Piazze e strade sono diventate luoghi di incontro e festa.



La presenza di visitatori provenienti da diverse località ha contribuito a rendere l’evento ancora più speciale.


L’edizione 2026 si è presentata quindi come un appuntamento da vivere con partecipazione e curiosità. Per gli abitanti di Oria è un momento di orgoglio e di appartenenza.


Per tutti noi ha rappresentato invece un’opportunità per scoprire una delle tradizioni più affascinanti del territorio.


Tra storia, colori, musica e competizione, il Palio di Oria continua a mantenere vivo il legame con il passato.



59ª edizione Palio di Oria


La 59ª edizione del Palio di Oria, si conferma tra gli appuntamenti storici più importanti del panorama nazionale. Un prestigio riconosciuto anche dalla classifica nazionale di qualità del Ministero della Cultura, che inserisce l’evento oritano al sesto posto tra i cortei e i tornei storici d’Italia.
A conquistare il successo sul campo è stato il Rione Lama, vincitore del Palio 2026. Il trofeo, realizzato dall’artista Giuseppe Cacciatore, è stato donato dall’associazione “Divertendoci Insieme”.
Grande protagonista anche la competizione dedicata ai più giovani, il Palio dei ragazzi “Puer Apuliae”, assegnato anch’esso al Rione Lama. Il riconoscimento è stato realizzato dall’artista Rosaria D’Oria e donato dall’associazione “Il Pozzo e L’Arancio”.

Servizio in collaborazione con Domus




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“Sul filo della Memoria”: Pietro Bisio trasforma SpazioB in un viaggio nell’arte a Vigevano

L’artista Pietro Bisio con la sua tavolozza di colori lancia un messaggio riflessivo a tutti coloro che amano i colori   📰 Servizio di Simo...